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Donato Di Poce Giordano Bruno: l’Angelo della luce 17 febbraio 1600 I Una brezza cosmica Si posa ogni mattina Sulle ciglia sognanti Dell’eternità… Mentre dal fuoco si eleva L’urlo tonante di un Dio Accecato dalla tua luce Dalla vastità di visione E coscienza d’infiniti mondi. II Mentre tu vittima designata Al sacrificio degli uomini Da uomini troppo piccoli Per capire un indizio Di grazia o di sapere Né il tuo cuore di stella Del libero arbitrio Al di là di ogni Universo o Mondo Distillavi gocce di sapienza infinita Scintille di virtù e carità.III Eri tu Giordano L’Angelo della luce E dell’eroico furore Il vero estimatore Della grandezza di Dio E assennatissimo scrittore Di Dialoghi filosofici d’estrema grandezza Che ti resero “martire e volentieri”. Non era che inchiostro dell’Anima Universale Il tuo corpo nudo che bruciava Nel rogo di Campo de’ Fiori Non era che angoscia del mondo E coscienza dell’infinito Che ti rese eroico e immortale. IV Negli spazi infiniti del turbamento Nelle stanze dell’inquietudine e della cultura Pesano come macigni ancora oggi Le ceneri della tua “nova filosofia” Che chiamarono eresia pura. Eresia della luce E della terra che si “move” Eresia delle migrazioni delle anime E del Dio presente nel mondo Eresia della praxis E della fede nelle proprie idee Eresia della vita - “materia infinita” - E dei mondi innumerabili Eresia della cosa che è in ogni cosa E dell’Anima Mundi.V Tu che hai osato porre domande Nei chiostri della veritübr /> Tu che sfidavi l’invidia degli ignoranti Tu che ignoravi i sussurri dei mercenari Tu che hai acceso i lumi della saggezza futura Dalle braci dell’eretico sapere, Tu solo potevi resistere A ottanta mesi d’ignominioso carcere E d’infame processo dell’inquisizione. Tu che camminavi sulle orme della luce E oltrepassavi i confini della visione E osavi con carta e penna dorata Riverberare i dettami delle stelle. VI Tu che sferzavi l’umana specie Con paradossi, ossimori e contrari Tu che eri cosciente Del ritmo e delle mutazioni Della natura umana E avevi il dono della vista suprema E amavi le verità di anime differenti Perdona i cinici delle religioni E i gendarmi delle veritübr /> Che comandano l’umanitübr /> Senza giustizia né ragione Consumati da piccole follie quotidiane Cecità, vendette, egoismi e bestialità. Donaci la grazia d’un respiro La bellezza di tutte le cose Visibili e invisibili Concedici l’esperienza del limite L’armonia del disincanto E il furore d’amore e conoscenza.VII Dopo quattrocento anni di pubblico silenzio Hanno ridato l’onore a Galileo Ma non a te Giordano, Diamante d’inesplicabile bellezza Germinatore d’infinite teorie Saccheggiate da Filosofi ciechi Manipolate da oscuri Accademici Giudicato da Inquisitori ottusi Senz’anima né memoria Mentre tu citavi a memoria Le Sacre Scritture e respiravi Il tuo respiro magico Solo, inquisito, eretico e clandestino. VIII Nel Paradiso dei Poeti e dei Santi Incontreremo la tua anima solitaria Per virtù e fede e rifugio delle Muse. Nell’Inferno dei dannati Incontreremo il tuo tremore E il seme del desiderio infinito. Nel Purgatorio della nostra vita Abbiamo trovato sangue, inchiostro e miele E silenzio creativo che brilla Come un diamante scritto Di penitenza e di luce. E nel cuore caldo della storia Il vento caldo del tuo respiro Ha guidato le nostre mani Nell’orizzonte infinito dei mondi Dove troveremo la bellezza della veritübr /> E l’orrore del mondo c’illuminerà.IX Abbiamo incontrato nelle terre d’ombra All’ombra d’una eresia pura Il respiro dei Catari Ch’ebbero la tua stessa sorte Per aver voluto difendere Le chiavi del sapere. Ma nei roghi fatui della Storia Bruciano i corpi dei Santi ed Eroi Non le loro idee Che avanzano come lava incandescente Nell’Anima del Mondo E ai confini infiniti Del libero pensiero Dove un Angelo di luce Ha raccolto il manoscritto Del Sacrobosco. X Dalle ceneri di Montségur Ai manoscritti d’Armenia Dalle tavolette cinesi Al sogno di Gutenberg L’umanità non avrà più segreti Perché ogni uomo è un’isola Un impero di segni Che nel cuore custodisce Spighe di carta dorata E ogni sguardo sul mondo È una pagina bianca Un chiostro di margherite E ogni anima custodisce La luce della conoscenza Un seme d’amore Senza limiti, senza confini… Milano, 1/1/2003 Il poemetto è tratto dal libro “La zattera delle parole” Campanotto Editore, settembre 2005, ISBN-88-456-0716-X - (€ 9)
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