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Mito di Consapevolezza Le fonti alle quali riferirsi, in merito a quest’importante Mito Iniziatico sono innumeri e spesso discordanti. Una cosa è certa, esso raggiunge la sua popolarità già in periodo omerico e prolunga la sua Fama presso le Iniziazioni di molte Fraternità Esoteriche ed Ordini Cavallereschi. In Massoneria ritroviamo questo Mito in alcuni Gradi del Rito Scozzese Filosofico a sua volta derivato dal Rito scozzese Riformato (6° Grado - Cavaliere degli Argonauti e 7° - Cavaliere del Toson d’Oro) della gerarchia massonica della Madre Loggia Scozzese di Marsiglia, nel Rito dei Filaleti e presso gli Illuminati d’Avignone. Nella massoneria memphitica appare nel Rito di Memphis (Loggia di Montana) di Marconis de l’ISle (80°) e nei Riti Uniti di Memphis e Misraim (10°) ovvero di Cavaliere del Toson d’Oro (Illustre Cavaliere dei Quindici). Addentrarci sull’intera vicenda epica del viaggio di Giasone sarebbe oltremodo lungo, e quello che m’interessa trattare è della simbologia del mito stesso, ciò che di esso lo fa essere veramente importante per l’evoluzione animica umana. Appare evidente che l’impresa argonautica possiede tre valenze: una riferibile alla Storia ed alla formazione dell’unità ellenica, la seconda Antropologica con riferimento all’Evo1uzione della stessa, al mutamento del ruolo regale, ed infine quale simbolo di Illuminazione, specialmente presso i pitagorici. E’ questa che c’interessa, e che ritroviamo in Alchimia, basti pensare alle Nozze Chimiche di Christian R+C ove giunto al Castello del Re, e superata la Prova, egli riceve il Toson d’Oro assieme ai veri Iniziati. Umberto Eco, ne ” IL PENDOLO DI FOUCAULT “, riferendosi all’ordine iniziatico, o meglio controiniziazione che tende 1a grande congiura, descrive i supremi cospiratori ” rivestiti di paramenti liturgici, tutti recando sul petto l’Insegna del “Toson d’Oro.” La Saga della nave Argo e dei suoi mitici Eroi, tra i quali figura anche Eracle, (1e cui Fatiche sono altrettante tappe di un Iniziato che raggiunge a11a fine 1′Indiaento) è la storia di un “ANDARE” e di un “TORNARE”. Non è un esodo d’un popolo, il partire per una Guerra come l’I1iade. Dagli Argonauti non nasce una Colonia o una Stella. Il Vello d’Oro da conquistare è totem inanimato ma luminoso della precedente regalità, che vedeva nel Re medesimo la figura sacrificale, periodicamente uccisa per il bene e la fertilità comuni. . Che il luogo ove si custodisca sia la lontana misteriosa Colchide, oltre il Mar Nero, o come altre tradizioni di egual peso, in Adriatico, essa è detta essere lucente d’oro e questo forse poiché comunque si trovava sulla Via dell’Ambra. Forse la pelle del mitico montone era rivestita dì questa preziosa sostanza dal grande valore e dalle misteriose proprietà elettrostatiche e sacra al Sole. Eeta e Medea sono Mani potenti, conoscono ogni virtù della natura e degli dei ed è il raggiungimento della Conoscenza che riceve Giasone e Medea. Medea è anche l’epigono simbolico del sistema matriarcale, e depositaria della cultura titanica pre-olimpica. Culti solari e cabirici, primordiali tradizioni sono apprese da Giasone, ma tutto ciò non lo renderà felice e non lo renderà re della sua città, Iolco, non solo ma perirà schiacciato in terra straniera, sotto la sua stessa Nave. Secondo una diversa lezione sotto la statua di Pallade che egli stesso fece erigere. Ma che importa, lo scopo era raggiunto, la Sintesi operata. Gli Argonauti erano I’EKKLESIA dei migliori Eroi d’ogni città di Grecia, e sotto il loro Comportamento si notano i germi della nuova Etica, scritta nel tempo degli Uomini. Su Argo e prima d’ogni impresa si prendono le decisioni insieme e si accetta il volere del Gruppo che crea la PAROLA, la VOLONTA’, la STORIA. L’ORATORE (Paregoros, 0aristes, Paraiphasis) adoprerà la persuasione per creare I’ISONOMIA ovvero la centralità e l’uguaglianza, lo spazio circolare su cui si baseranno i fondamenti della futura Civiltà Greca. In questo senso il mito argonautico è molto diverso dagli altri miti anche se non è stato conosciuto popolarmente altrettanto quanto 1′I1iade, 1′Odissea o .. Proprio per questo forse si è prestato alle più curiose ed oscure interpretazioni. Tuttavia non vi sono dubbi che l’accezione alchemico-iniziatica che nel corso del tempo ha fatto recuperare il mito in ambito Rosicruciano e Massonico, siano le più esplicative di un processo spirituale profondo. Ritornando alla narrazione vera e propria, essa presenta analogie con altre tradizioni universali. In particolare vi si ritrovano i segni quali la NAVE, il VIAGGIO, il DRAGO, 1′ AGNELLO, ed altri, che ritroviamo nella mitologia indiana, celtica, nordica. La Nave degli Argonauti è l’EKKLESIA, per mezzo della quale operano gli ELETTI, i Chiamati. L’opera è la vasta e complessa esplorazione interiore. Cristo, come l’aureo vello è appeso al palo, all’albero. La Nave, l’Arca Neochita è Segno di Redenzione terrore. Afferma Mircea Eliade: ” Il Simbolo é qualcosa che è in grado di trasformare un oggetto o un atto IN QUALCHE COSA DI DIVERSO da quel che sono nell’esperienza profana abolendo i limiti di quel FRAMMENTO che è l’Uomo, per Integrarlo in una più vasta Unità, quali la Società e l’Universo”. In ciò è il senso di tutto il mito argonautico. Le sue molteplici versioni, delle quali quelle di Apollonio Rodio è forse la più nota, ma anche la più recente, vede la presenza di molteplici agenti. Dei Titani, Eroi, Mostri, sono parti di un paesaggio spirituale interiore. E’ inutile cercare in tutto ciò un’unità logica, tutto va oltre la causalità ordinaria, per comporre un grande MANDALA dato dall’Assoluto. Questo Mandala è atto a creare, distruggere il funzionamento essenziale della Totalità. Non quindi consapevolezza fenomenica, in sanscrito VIJINANA, ma il frutto dell’Illuminazione, PRAJIINA, che presso il Buddismo è la Vera Conoscenza. I1 vero Mandala E’’ il Linguaggio, la consapevolezza ne é il frutto. “Tradotta di solito come ILLUMINAZIONE viene relegata dagli studiosi occidentali tra i fenomeni inquietanti e disprezzabili dell’irrazionale e del misticismo. F. RAMBELLI ” Il Gioco linguistico esoterico” in VS (1989). Le Tecniche del Risveglio non sono eguali, ma il discorso ci porterebbe parecchio lontano. In Massoneria, ove si propone come Sistema Gnoseologico, una molteplicità di Vie, che il singolo Fratello poi approfondirà, secondo le sue capacità e secondo il suo intendimento, in Massoneria, come dicevo, si hanno delle Parole Sacre, dei Mantra. Vi sono impliciti dei significati logici in esse, no! Il più delle volte esse sono delle parole seme. In esse non c’è niente da comprendere poiché in esse c’è il seme di tutto, come nei Mantra indù e buddisti. Orfeo, argonauta e Medea conoscono le Parole di Potenza di due diverse tradizioni, di due Scuole, ma le loro vicende sono relative rispetto all’efficacia, o alla moralità della loro vicenda. . Nell’Ordine degli Argonauti o di “San Nicola”, detto altresì del Naviglio, istituito da Carlo di Durazzo, Re di Napoli nel 14° Secolo, abbiamo come celeste protettore San Nicolò di Mira, il Vescovo d’Asia Minore, il cui corpo fu piamente trafugato per donare dignità a più luoghi, come Bari, Venezia restituirà quasi mille e cinquecento anni dopo le Spoglie di S. Marco ai Conti d’Egitto. Ogni città ellenica per esser degna d’essere tale doveva aver dato i natali od ospitare i resti mortali d’un Argonauta. Presso Trieste, il mito di Giasone, salvato da Timavo da Glauco dette dignità ed origine classiche ai Romani che volevano liberarsi di un’origine Veneto-Celtica del territorio. Una é la collocazione totemica del Mito altro la sua collocazione e lo spazio spirituale del medesimo. Giasone é già RE, sceglie ed inizia V0LONTARIAMENTE le sue Fatiche, e volontariamente ad esso si uniscono i suoi Compagni. Da una fase oscura inizia i1 suo ANDARE, il suo abbigliamento é imperfetto come é imperfetto1′Apprendieta. La mancanza d’un sandalo é segno e promessa delfica d’una futura ricerca di Perfezione. Egli raccoglie a mano a mano 1e sue latenti possibi1ità. Attraverso Argo (Argento) e Medea (Magia Tellurica, Lunare), egli recupera 1a sua parte Femminile, ed attraverso un unica SINTESI vince il Dragone igneo. Là appeso nel sacro Bosco Marzia1e é il Manto Regale. Ma 1a meta del Filosofo non é 1′ Oro Metallico, Morto dei Soffiatori, ma l’Argento e l’Oro Vivi, l’andare, il processo Alchemico di Interiore Trasformazione, l’UNIONE MISTICA della Rosa e della Croce. Singolarmente negli Ordini Cavallereschi che come quello del TOSON D’ORO, si sono ispirati al Mito degli Argonauti vengono istituiti sempre in occasione d’uno sponsale regale. La Yates ne “L’Illuminismo dei Rosacroce”, opera peraltro importantissima, pretende di ricollegare tutto il Mito Rosicrucianesimo, le Nozze Chimiche ad uno sponsale mondano tra l’Elettore Palatino, Federico di Baviera ed Elisabetta, Principessa d’Inghilterra, il Vello D’Oro e la Giarrettiera d’un Ordine d’origine Femminile e Lunare. Ciò non mi trova d’accordo. La tendenza a razionalizzare il mito ci può forse avvicinare ad una conoscenza antropologica, storica e psicologica dello stesso, ma non la Ragione di esso, che E’ INFLUSSO DELL’ASSOLUTO ED ASSONANZA DEL NOSTRO ESSERE CON LA CONOSCENZA COSMICA. Spesso s’è voluto riconoscere che in Massoneria esistono due anime, due principi ispiratori, una Razionalistica ed un’Illuministica (mistica, Iniziatica) dalla quale sorsero Scuole interamente dedite ad approfondire quest’ultimo aspetto. Ebbene posso dire che questa sintesi può celare il Vero Senso del Mito degli Argonauti e della nostra GRANDE OPERA. RAM Riferimenti Bibliografici Apollonio Rodio Argonautiche Ed. Varie R. Graves I Miti Greci CDE 1989 M.Grant J. Hazel Dizionario della Mitologia Classica 1986 Sugarco J.E. Cirlot Dizionario dei simboli Siad 1985 L. Troisi Dizionario massonico Bastogi G.Ronchetti Dizionario dei simboli Hepli Rep. 1979 R. Cuomo Storia degli ordini cavallereschi antichi e moderni Forni 1979 F. Sansovico Delle origini de’ cavalieri ( Appunti in fotocopia) 1557 F.Yates L’Illuminismo dei Rosacroce Einaudi G. De Castro Il mondo segreto Vol. IV Daelli 1864 A.Terenzoni Lessico di Renè Guenon Alkaest 1983 G. Testi Dizionario di Alchimia e Chimica Antiquaria C.E.M. 1950 M. Detienne I maestri di verità nella Grecia Arcaica Laterza 1977
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