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Pagina 1 di 7 Esoterismo cristiano e Massoneria Giuseppe Lombardo (Università di Messina) Il tema di questa relazione, massoneria e cristianesimo, o per meglio dire massoneria ed esoterismo cristiano, richiede forse qualche nota preliminare, non fosse altro che per sgombrare il terreno da possibili equivoci. Proverò quindi a muovere dagli elementi costitutivi che disegnano l’identità della Libera Muratorìa, basandomi sulle formulazioni che ad essi sono riservate nella Costituzione della Comunione italiana del Grande Oriente d’Italia. Il quarto dei “principi fondamentali per i riconoscimenti” così recita: La Gran Loggia deve accettare come membri soltanto uomini di buoni costumi che esprimono un credere nell’Essere Supremo”. Il secondo capo del documento che fissa l’identità del Grande Oriente d’Italia è ancor più esplicito e articolato: La natura della Massoneria e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. Essa lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilitübr> delle proprie opinioni religiose, ma nessuno può essere ammesso in Massoneria se prima non abbia dichiarato esplicitamente di credere nell’Essere Supremo. L’art. 5 della nostra Costituzione, nell’elencare i metodi che assicurano la regolarità del lavoro muratorio, ribadisce: Il Grande Oriente d’Italia: - lavora alla gloria del Grande Architetto dell’Universo; […] - apre il libro della Sacra Legge sull’Ara del Tempio e vi sovrappone la squadra e il compasso; - segue il simbolismo nell’insegnamento e l’esoterismo nell’Arte Reale.[1] Al di là dello “stampo” giuridico di ciascuna delle formulazioni, il carattere, per così dire, “compromissorio” delle medesime non può non essere colto. Il piano filosofico-morale è chiaramente individuato quale ambito privilegiato, fondamento e fine insieme dell’agire massonico, mentre contestualmente esso viene distinto, non contrapposto come spesso si pensa, da quello religioso. Quest’ultimo si traduce nell’adesione a un modello cultuale, il monoteismo, che è nello stesso tempo un modello “culturale”, riproposto oltre e contro ogni pretesa di storicizzazione. In buona sostanza, l’universalità massonica, che è poi il terreno di riferimento di ogni codificazione in via di principio, passa attraverso un’operazione squisitamente culturale: la rinuncia a disciplinare, o forse sarebbe meglio dire “colonizzare”, la sfera della coscienza esalta l’impegno etico in senso umanitario, controbilanciando in tal modo il relativismo della professione di fede. Il paradigma fin qui delineato, rimasto immutato fin dalle origini della moderna Libera Muratorìa speculativa, ne svela le tipiche radici storico-culturali, e insieme rende ragione della sua permanente alterità rispetto ai sistemi di pensiero dominanti nella tradizione della civiltà occidentale. Quando nel 1723 , Anderson procede alla stesura del Libro delle Costituzioni, riducendo ad unità una variegata pluralità di testi manoscritti, il mondo occidentale si è da poco lasciata alle spalle l’epoca dei conflitti religiosi e la Riforma ha ormai messo radici profonde. In Inghilterra, l’asperità dello scontro ha offerto al Parlamento l’occasione storica per riequilibrare il rapporto con la Corona, e un sovrano, Carlo I, è stato giustiziato per alto tradimento dopo un’accusa e un processo senza precedenti.
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