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Il Risveglio della Tradizione Occidentale PDF Stampa E-mail
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domenica 16 marzo 2008
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Il Risveglio della Tradizione Occidentale
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Il Risveglio della Tradizione Occidentale

Nella “Introduzione generale allo studio delle dottrine indù” (Adelphi, Milano,1989), René Guénon (15 novembre 1886- 7 gennaio 1951) ipotizzava “l’esistenza in Occidente di un nucleo intellettuale, che sia pur formato da una élite ristretta, fosse così saldo da diventare l’indispensabile mediatore per riportare la mentalità generale verso le fonti della vera intellettualità”. Ciò presuppone come condizione iniziale, la riscoperta delle fondamenta della tradizione occidentale e la ricostituzione del rapporto con il Centro spirituale, che la dottrina sufi riconosce nel Califfato, e che Guénon descrisse diffusamente ne “Il Re del Mondo” (Adelphi, Milano, 1977). “Tutto ciò che può concorrere – diceva- a restituire la nozione antica di scienza sacra riveste sicuramente una grande portata per quanti pochi lo comprendano” .

Salem e Roma

Dei centri secondari si ricollegherebbero al centro principale e ne costituiscono altrettante immagini. Difatti, in un’altra sua opera, “Autorità spirituale e potere temporale” (Luni, Milano, 1995) il Nostro riconobbe il riflesso occidentale di quel centro primordiale nella Roma che si sarebbe riprodotta come immagine della misteriosa Salem di Melkitsedeq. Ed in questo specifico caso la figura del Re del Mondo, quale principale detentore dei poteri regale e sacerdotale, era ben rappresentata dal Giano bifronte.

I Polari

Un intervento del centro supremo, almeno inizialmente, Guénon lo avrebbe ravvisato nell’organizzazione dei Polari, fondata da un gruppo identificato dal nome collettivo Zam Bothiva.
Con il testo “Asya Misteriosa”, si sarebbe accreditato come manifestazione di un metodo divinatorio definito oracolo della forza astrale.
Intorno al 1908, un italo-francese, Mario Fille, ricevette da Padre Giuliano, un anacoreta dei Colli Albani, delle pergamene che trattavano di un oracolo alfanumerico, impostato sulla trasformazione di numeri in lettere, come nella ghematria cabalistica. Insieme con Cesare Accomani, si rese conto che l’oracolo acquisito poteva rivelarsi una sorta di “canale di comunicazione” con il “Centro Iniziatico Rosi+Cruciano dell’Asia Misteriosa”, diretto dai “Tre Saggi Supremi”, con sede sull’Himalaya. Venuto a mancare Padre Giuliano, nel 1930, Fille ed Accomani dichiararono di essere in contatto con un tal “Maestro Racoczy”, reincarnazione sia del filosofo rosicruciano Bacone che del misterioso Conte di Saint Germain. A Parigi formarono una confraternita della quale fecero parte anche Fernand Divoire, Maurice Magre e Jean Marqués-Rivière ed alla quale si interessarono anche Vivian Postel du Mas, Julius Evola (Roma 1898-1974), ed Arturo Reghini (Firenze 1878-Budrio 1946). Grazie all’aiuto di Otto Rahn intrapresero delle ricerche intorno a Montségur ed a Rennes le Chateau. Ma con l’occupazione tedesca, si persero le tracce dei loro archivi depositati presso la sede della Società Teosofica francese.

Il Vril

Edward Gorge Bulwer-Lytton, Fratello Anziano della Rosacroce e membro della Societas Rosicruciana in Anglia, famoso come autore de “Gli ultimi giorni di Pompei” e di “Zanoni”, ispirandosi ad antiche tradizioni amerindie, che narrano delle origini della razza umana dalle profondità della terra, ne “La Razza che verrà” (1873), descrive un misterioso popolo del mondo sotterraneo”, alimentato da una fonte di energia denominata Vril.
Guénon esclude però che questa fonte possa essere messa in relazione con Agarttha. Mentre riteneva Ferdinand Ossendowski un inconsapevole “agente di collegamento” tra Oriente ed Occidente e con la sede del Re del Mondo.


Ultimo aggiornamento ( domenica 16 marzo 2008 )
 
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