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E. Servadio PDF Stampa E-mail
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domenica 16 marzo 2008

Emilio Servadio (1904- 1995)

Emilio Servadio era nato a Genova il 14 agosto del 1904 da padre marchigiano e madre toscana.
Nel 1926 si laurea in Giurisprudenza, discutendo una tesi sugli aspetti medico-legali della suggestione e dell’ipnosi; ma i suoi interessi culturali erano talmente vasti che già l’anno dopo recensiva i libri esoterici di Evola, con cui avrebbe collaborato in seguito sotto lo pseudonimo di “ES”.

Nel 1929 si trasferisce a Roma e, quale redattore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana (Treccani), curò le sezioni dedicate a Psicologia, Psicoanalisi e Parapsicologia.
Al 1930 risale una delle sue opere scientifiche più rilevanti e di avanguardia “La Ricerca Psichica”, tanto da venire ripubblicata sedici anni dopo.
Con Nicola Perrotti, Edoardo Weiss e Cesare Musatti, nel 1932, riorganizza la Società Psicoanalitica Italiana, già fondata nel 1925, e di cui divenne presidente dal 1964 al 1969.
Era infatti un decano della Psicoanalisi, membro dell’dell’Associazione Internazionale di Psicoanalisi sin dal 1935, allorquando, unico italiano, pubblicava, sulla prestigiosa rivista “Imago” diretta dallo stesso Freud, un saggio dal titolo “Psicoanalisi e Telepatia”. Nel 1937, con Schepis, Carramalli e Sanguineti fonda la Società Italiana di Metapsichica.
Dal 1938 al 1945 è costretto ad emigrare dal nostro paese per le sopraggiunte leggi razziali. Lui, ebreo (perse sorella e cognato ad Auschwitz) si recò in India, dove a Bombay divenne professore “honoris causae” di psicologia. Lì ebbe pure occasione di studiare meglio le antiche religioni autoctone ed intraprese quella ricerca spirituale che continuò ininterrottamente sino alla fine. Da allora difatti divenne un seguace della dottrina dei Vedanta, corollari dei Veda, i massimi testi sacri degli hindù, che propongono una metafisica monistica, secondo quella filosofia perfezionata da Shankaracharya, attraverso la pratica assidua degli esercizi di meditazione. E della meditazione Emilio Servadio ebbe a dare una definizione originalissima: serve a verificare che la realtà in cui viviamo è provvisoria, è maya… Meditare è come tornare a casa, perché la vera realtà è quella metafisica, come anche i fenomeni paranormali, da lui studiati per tanto tempo, starebbero ad indicare.

Del 1953 è il suo più innovativo contributo alla psicologia del profondo con la relazione sul ruolo del conflitto pre-edipico, di cui ha sottolineato l’importanza nel determinismo della Nevrosi, grazie all’individuazione dei fattori che precedono il complesso edipico medesimo, quali i rapporti madre- bambino, persino in epoca pre-natale.

Va ancora ricordata la sua dimostrazione, su base psicodinamica , della fenomenologia relativa alle percezioni extrasensoriali. L’ESP L’ESP lo inquadra come un effetto derivato da una particolare situazione di reciprocità, nell’ambito di un rapporto interpersonale che può farsi risalire ad età infantile, con specifico privilegio perciò proprio per i consanguinei. L’ESP allora costituirebbe, per così dire, una sorta di meccanismo di difesa di tipo regressivo, in quanto riporterebbe la comunicazione ai primordi, fornendole carattere precipuo di arcaicità. Il movente inconscio verrebbe riconosciuto nell’angoscia di separazione, timore cioè della possibile perdita dell’oggetto d’amore.

Ricco di humour ed ironia, ha trovato il tempo per scrivere teneri versi; ne ho contato almeno sette raccolte. Eppure venne giudicato quasi spregiudicato quando si interessò all’uso degli allucinogeni, durante sedute sperimentali di psicoterapia. I risultati vennero resi noti in : ”ESP experiment with LSD and Psylocybin” nel 1964.

Ma anche i fatti della vita quotidiana, da banali, sapeva trasformarli in significativi, come l’attività onirica, e ciò soprattutto per rendere più accessibili alcuni concetti fondamentali dell’indagine psicoanalitica. E’ del 1955 il suo lavoro su “Il Sogno”,
ripubblicato nel 1960. ”La Psicologia dell’Attualità” risale al 1961-63.

Io lo conobbi all’epoca in cui collaboravamo insieme alla rivista milanese “Gli Arcani” ed alla stesura (nel 1978) delle voci dell’ Enciplopedia di Parapsicologia e dell’Insolito “L’Uomo e l’Ignoto”, entrambi pubblicate da Armenia.

Quando, quattro anni dopo, apparve il mio saggio su “Magia sessuale”, la mia più grande soddisfazione fu quella di sapere che lui lo aveva letto; lui che era stato anche un pioniere per quanto riguarda la psico-sessuologia. “L’educazione sessuale” risale, infatti, al 1970, “Psiche e Sessualità” al 1972.

Ma Emilio è stato anche un profondo studioso di metafisica ed esoterismo; ci ha lasciato un diario della sua evoluzione interiore in “Passi sulla via iniziatica” apparso nel 1977. Aveva letto “I grandi Iniziati” di Schuré e le opere di Guénon, ma aveva pure fatto parte, con Julius Evola, del mitico “Gruppo di Ur” ed era un “33” dello Scozzesismo. Su tre numeri della prima serie del “Sixtrum” apparvero i suoi contributi ”Dottrine e Riti amorosi” ” (III, 1982), “Natura e modalità della Reincarnazione” (I, 1983), ”Licantropia e realtà” (II, 1983).
E, dietro sfrontate insistenze, mi fece l’onore di accettare la presidenza onoraria della Società Psicosofica.

Giuseppe M. S. IERACE

Ultimo aggiornamento ( domenica 16 marzo 2008 )
 
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