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Scritto da Administrator   
domenica 16 marzo 2008
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Sagrada Famiglia
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Marini Bruno
Sagrada Famiglia
(dedicata ad un amico)

Molti particolari dell’ingresso lato sud dell’incompiuta Cattedrale La Sagrada Famiglia di Barcellona mi sono apparsi enigmatici: il Cristo non ha i chiodi conficcati nelle mani ma nei polsi, come del resto nella Sacra Sindone. Vicino alla croce vediamo le tre Marie e ai piedi della croce, sulla destra, è scolpito un teschio, perché? Si tratta della testa tagliata di Giovanni Battista? Subito sotto, al centro, la Veronica espone il velo con impresso il volto di Gesù, mentre il Cristo che porta la croce, è ancora distante da lei. Sulla colonna subito sotto sono incisi due simboli particolari, uno chiaro e uno scuro: si tratta della losanga, indispensabile strumento per la costruzione della Cattedrale, o la stilizzazione del sigillo di Salomone? Sul lato sinistro, in basso, un uomo e una donna si stanno baciando e un serpente, scolpito sulla parete in senso orizzontale indica il numero dell’infinito: otto. Richiama alla mente la continuità: l’immortalità immanente prodotta da un atto d’amore. Sull’altro lato alcune figure femminili stanno conversando (le tre Marie) e sotto vediamo, scolpita sulla parete, l’immagine di un gallo. Questo simbolo è molto potente, ricorda le parole del Cristo: prima che il gallo canti…, dei Vangeli. Il gallo però è anche la rappresentazione di una parola magica: Abraxas. Il valore numerico delle singole lettere greche che la compongono è 365, il numero dei giorni di un anno, ma anche il mondo intermedio costituito dai 365 cieli governati ciascuno da un eone. Secondo Basilide, ci racconta Ireneo, l’Essere Supremo, mediante il mondo intermedio chiamato Abraxas, in quanto generatore di eoni, comunicava con quello terreno. La parola si trova accanto a vari simboli sincretistici legati ai vari credo egizi, greci, giudaici e cristiani, o in amuleti come questo esposto nel museo romano di Avenches in Svizzera. 



Ultimo aggiornamento ( domenica 16 marzo 2008 )
 
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