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Scritto da aurelio
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sabato 17 ottobre 2009 |
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La riunione di più enti costituisce un Eggregoro, la cui particolarità è il possesso di un carattere in comune. Un Gruppo Iniziatico è costituito da “intelligenze luminose” che hanno già risolto quelle sciocchezze dell’io che comportano una contrapposizione, separazione e infine atterramento non solo di chi le manifesta, ma dell’intero Gruppo. In un Gruppo Iniziatico vige sovrana la legge dell’armonia; difatti ogni componente del Gruppo ha una vibrazione-nota che gli è propria e deve saperla armonizzare con le altre; nessuna deve essere predominante, altrimenti si rischia di condizionare l’intero gruppo e ciò sarebbe contrario all’Accordo che le “note” devono trovare al fine di farle vibrare all’unisono nello spazio-tempo che gli è dato. Tutto questo comporta un lavoro individuale per far sì che la propria nota sia armonica e sintonizzata a tutte le altre: senza prevaricazione. Quindi il primo compito di un Gruppo è di lavorare su sé stessi. Un Gruppo Iniziatico è tale perché aderisce ad un “Destino” e si può aderire ad un “Destino” se si è liberi dalle irrequietezze dell’individualità, se si è messo da parte, avendolo superato e pur vivendolo, il “mondo umano”. Gli incontri di un tale Gruppo avvengono ritmicamente. La motivazione è solo quella di portare la sintesi del proprio lavoro, delle proprie esperienze ed i frutti del proprio agire; di porre, quindi, le basi dei nuovi compiti e progettare le modalità per portarli a compimento. L’incontro avviene intorno ad un “cerchio”, simbolo geometrico di compiutezza, dal cui punto centrale si sprigionano energie che arricchiscono l’intero Gruppo. L’“Essere” posto al centro del cerchio darà il primo impulso al quale bisogna sintonizzare il proprio strumento di contatto (direttore-orchestra). Solo di questo deve occuparsi il singolo componente, saper ascoltare la vibrazione dell’“Essere”, armonizzarsi al suo suono e compiere l’azione dovuta, tutti insieme. In un tale Gruppo non c’è spazio per le inquietudini dell’io, per le sue molteplici irrequietezze ed esigenze. Qui non si conoscono aspettative, critiche, forme di auto-affermazione, competizioni e richieste di riconoscimenti gratificanti. Un simile Gruppo ha come motore la conoscenza e tutto“ruota” intorno a questo solo scopo: conseguire l’autorealizzazione, divenendo canali dei Principi Tradizionali affinché Essi possano pervenire agli “assetati” del Divino Piano Universale.“Tale azione non è mestiere che si improvvisi, ma richiede il possesso della res, ha per patria l’invisibile e per umanità l’universo ermetico delle Cause”. Un Gruppo Iniziatico è l’espressione vivente della Tradizione. La presente riflessione è scaturita dalla letturadi un analogo saggio pubblicato su Vidya n. 11 del 1997.
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