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Crowley e Kremmerz PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 16 marzo 2008

Nell'esaminare alcune correnti moderne magico-iniziatiche, emergono diversi personaggi che con il loro lavoro e il loro impegno hanno contribuito a liberare le scienze esotericheda numerose infioriture supestiziose, e fra tutte primeggiano le figure d'A. Crowley e G. Kremmerz.

Anche se fra i due Maestri non è possibile fare alcun accostamento di natura dottrinale e rituale essendovi fra di loro una notevole differenza di statura "iniziatica" in quanto Kremmerz (al secolo Ciro Formisano) si ricollega alla scuola Ermetica classica Italica, e il Crowley all'insegnamento della Golden Dawn, purtuttavia esistono tra i due alcuni interessanti punti di contatto che attestano della serietà delle discipline praticate nelle rispettive Scuole.

0ccorre porre in rilievo, prima d'ogni cosa, il metodo scientifico da loro propugnato, che è alla base di ogni vera tradizione magica, in quanto suppone il mondo invisibile popolato non da entità immaginarie e fantastiche, ma da forze che obbediscono ad un essere perfettamente educato nel senso voluto, differenziandosi in questo da un certo occultismo degenere e cialtrone che appaga la curiosità degli incolti e non approda a risultati seri.

E' ciò che nella pratica della Miriam (la scuola fondata dal Kremmerz) viene definita come la necessità di purificare il saturno per consentire al Mercurio dell'Uomo, una volta liberato dalle costrizioni che lo avvolgono, di partecipare della vita e della natura del corpo lunare e, infine, del corpo solare, elementi che l'uomo possiede in embrione e che condizioni presenti e passate gli impediscono di sviluppare, pratica che nella dottrina crowliana corrisponde alla scoperta della volontà vera: "Ogni uomo è una stella". La cosiddetta "costituzione della mentalità cosciente" suggerita dal Kremmerz ai suoi discepoli e che consiste nella presa di coscienza di tutte le limitazioni dell'essere e, di conseguenza, di tutte le sue reali possibilità integrative col mondo divino, è una forma di autoanalisi mediante la quale la volontà, che è qualcosa di diverso dal desiderio, porta l'uomo ad uscire dalle "acque" in cui si trova immerso, rappresentate da credenze, istinti, sensazioni, retaggi storici e sociali, e trova riscontro nell'affermazione crowliana "Fa ciò che vuoi sarà tutta la legge", possibile unicamente a chi è interiormente libero, l'iniziato che agisce secondo la legge del Telema. Siamo in una concezione che supera qualunque morale "sociale" o religiosa" e che può essere praticata da chi ha conseguito una disciplina interiore di fermo rispetto della natura e delle cose.

Sull'uso della sessualità a scopi magici ci sarebbe da dire per ambedue le scuole, con particolare attenzione alla pratica del Telema "Amare è Legge, Amare sotto il dominio della Volontà". Crowley comunque, più del Kremmerz ha messo in luce l'uso trascendente dell'incontro sessuale (via molto diffusa nelle tradizioni orientali quando si tratti di rapporti tra maschio e femmina di polarità complementari secondo il principio dello ying e yang. Ma nella cultura europea tale metodo ha incontrato e incontra moltissime difficoltà e incomprensioni per la plurisecolare demonizzazione del sesso operata dalla religione cristiana.

Lo stesso Kremmerz in "Angeli e demoni dell'amore" usa un linguaggio molto "ermetico" ed accessibile solo ai discepoli più avanzati, pur accennando esplicitamente a moti fluidica che si liberano durante l'atto sessuale, e nel ribadire comunque che "le anime dell'uomo e della donna devono attorcigliarsi come nel caduceo di Mercurio", concorda sull'importanza delle opposte polarità di cui si accennava e necessarie nello svolgimento di qualunque operazione magica.

Alcuni membri del gruppo di UR, in particolare EA ed Abbraxa, hanno trattato diffusamente il tema della sessualità nelle operazioni magiche e le monografie di questi studiosi nonchè le opere di K. Grant sono particolarmente interessanti per chi vuole sviluppare l'argomento piromagico.

A parte ciò, sia il Kremmerz che il Crowley raccomandano vivamente lo studio della mitologia per la comprensione intelligente dei poteri occulti dell'uomo, in quanto dietro il simbolo ed il linguaggio metaforico ed analogico dei poemi sacri, si nasconde l'iniziazione ai Misteri, e la possibilità di collegarsi agli Arcani immutabili dell'olimpo celeste. Ecco spiegato il ricorso ad antichi rituali mediante l'applicazione cabalistica del segno letterale e numerico.

La tradizione ermetica (riconducibile ovviamente alla filosofia della Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto) è dominante nella visione del Kremmerz (anche se non mancano importanti agganci con la tradizione pitagorica) e trova un parallelo nella visione crowliana del Lucifero-fallico-solare. K. Grant inoltre nel suo "Risveglio della Magia" Astrolabio parla diffusamente di Set, cui si attribuisce la formula della vera illuminazione Per concludere, un cenno particolare merita l'uso frequente delle "Donne Scarlatte" nei riti magici praticati da Crowley, con lo scopo di favorire contatti con entità del mondo astrale, mentre alquanto diversa ci sembra la via del Kremmerz basata sull'uso delle pupille per stabilire un contatto con forze eoniche. Resta comunque il fatto che uno studio più approfondito e comparato potrebbe mettere in luce punti di grande interesse nell'opera dei due Maestri, apportando un valido contributo allo studio delle scienze esoteriche.

Non si può fare mai una comparazione, senza correre il rischio di errare, tra i principi che determinano la regolarità di una Scuola iniziatica, ma a questo proposito raccomandiamo sempre a chi per la prima volta si avvicina a queste discipline l'opera di un grande esoterista: Renè Guenon "Considerazioni sulla via iniziatica" ed. del Graal. Questo libro è fondamentale e propedeutico.-

Aurelio Palmieri

Ultimo aggiornamento ( domenica 16 marzo 2008 )
 
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