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Omaggio a Papus PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 17 aprile 2008
I COMPAGNI DELLA IEROFANIA
OMAGGIO A PAPUS

Di Jacqueline Encausse
Tratto da: L’Initiation, n.° 1, 1991.
Trad.ne di Vittorio Vanni

Le riunioni dell’Ordine Martinista, che Papus creò ufficialmente nel 1891, e di cui aveva accettato la Presidenza e la Gran Maestranza, si svolgevano a intervalli regolari in un vasto appartamento che aveva affittato per quest’uso, in rue de la Tour d’Auvergne, e che gli permetteva di ricevere un numero sempre crescente di membri. Qui aveva una piccola camera da letto e il suo studio, ingombro di libri.

I suoi amici Martinisti vi assistevano [alle riunioni] ed era una festa dello spirito e del cuore quando o l’uno o l’altro presentavano una conferenza. Papus e Stanislas de Guaita avevano dato delle strutture e un rituale [all’Ordine] (che non divennero definitivi che nel 1913) in stretta collaborazione con Detré (Téder) e Blitz che vi apportarono molte delle loro conoscenze e del loro calore umano.

Una sera del novembre 1891, il giovane Maestro si preparava a ricevere degli amici nell’appartamento ancora deserto. Le riunioni si tenevano nel primo pomeriggio, e si prolungavano frequentemente fino a notte fonda.

Papus sognava, ed era uno stato più frequente di quello che si pensa, in un uomo così attivo…Il sogno precedeva l’azione ed era necessario alla sua ispirazione. I suoi occhi cambiavano colore in un istante e diventava un altro.

Distrattamente si avvicinò al buffet, sistemato in una stanza dell’appartamento, là dove dopo la riunione si seguitavano le discussioni fruttuose sul soggetto trattato. Ciascuno o ciascuna apportavano la sua contribuzione sotto forma di vettovaglie e di champagne e sempre un domestico appartenente a un membro più fortunato s’occupava di organizzare il buffet.

Papus non era un puro spirito. Aveva sempre fame e si mise a spizzicare qualche canapè appetitoso, preparandosi al ruolo che aveva fra gli amici che aveva saputo aggregare e di cui ben conosceva l'affetto.

In una semi-penombra, si accendeva il gas dopo l’arrivo dei primi. Papus camminava, analizzando punto per punto il discorso della sera. Scriveva i suoi testi, ma se ne serviva poco nelle sue celebri conferenze, “impugnava” il suo auditorio con il suo talento d’oratore.

Sapeva “prendere”, essere convincente, seducente, non esimendosi da un po’ di umorismo se era necessario…Victor Emile Michelet, il biografo dei Compagni della Jerofania, così definiva i primi Martinisti, parla di “volgarità”; Papus amava far ridere il suo pubblico. Comportamento gioioso, per una migliore comprensione dei problemi sollevati.

Tutti e tutte in questo momento si sentivano veramente discepoli di Saint-Martin, il dolce filosofo del XVII° secolo, il cui pensiero era così giusto, così vero che toccava direttamente l’anima e il cuore di coloro che lo leggevano.

I “superficiali”, i curiosi non ritornavano, si sentivano a disagio, e non restavano che i veri, i puri.

Curiosamente ciò é vero, è anche nei tempi in cui viviamo.

Si suona e Papus stesso va ad aprire… Ci si abbraccia…, Sédir arriva un po’ in ritardo, portando un pacchetto sotto il braccio, misterioso, lo nasconde in un cassettino… e non dice niente, con i suoi consueti modi furtivi e discreti.

Gli assistenti, molto numerosi quella sera, seguono le ricche parole del rituale, attenti all’ordine, si rilassano durante l’esposizione che Papus stesso presenta su L.C. de Saint-Martin, sul cammino che percorre l’Uomo del Torrente per arrivare, dopo mille vicissitudini, a identificarsi con l’Uomo di Desiderio. Sottolinea che il Filosofo diviene sempre più segreto e silenzioso alla fine della sua vita, quasi ripiegato sulla meravigliosa certezza che era in lui e come dominato da essa.

La sua opera ci offre la prospettiva gioiosa di pervenirvi, dopo grandi fatiche rivolte alla nostra natura umana che resiste a lungo, naturalmente.

Bisogna ripudiare l’idea del “peccato” che ci viene sovente dalla nostra educazione giudaico-cristiana, ma combattere le nostre tendenze perverse ed esageratamente materialiste… Rivoltare la nostra anima…

È nel silenzio completo che Papus parla e gli auditori restano muti qualche istante, affascinati dall’oratore che aveva abbandonato le sue annotazioni e parlava con la sua erudizione e con il suo cuore.

Terminata la riunione ritualmente, tutti escono dalla stanza che era servita da tempio, e le signore si dirigono verso i saloni…

In questo preciso momento, si suona di nuovo alla porta d’entrata e arrivano i “profani”, amici e ammiratori di Papus, che vengono spesso, dopo le riunioni, a salutarlo e a stringergli la mano.

Qualche istante dopo, assai solennemente, il suo amico Sédir, gli presenta ciò che aveva sdegnosamente nascosto: un Diploma d’Onore di grandi dimensioni, al centro uno schizzo a penna, rappresentante Papus in quest’epoca, barbuto e leggermente vestito, e nel contempo descriveva i meriti di colui di colui al quale era destinato.

In questo diploma, da una parte sono iscritti i meriti profani del dottor Gerard Encausse:
Medaglia di bronzo degli Ospedali - Capo di Laboratorio del Dott. Luys all’Hopital de la Charité Professore d’Ipnologia all’Unione Française de la Jeunesse – Medaglia di bronzo e d’argento dell’Unione.
Officiale d’Accademia – membro della Societé Française d’Hygiène, della Societé Astronomique de France, del Cercle de la Presse, autore delle “Hypothèses” del saggio di Fisiologia Sintetica, ecc.

Dall’altro: PAPUS
Direttore dell’Initiaton, del Voile d’Isis, de la Lumiére d’Orient, Direttore aggiunto di Psiché.
Presidente Fondatore del Groupe Indipéndent d’Ètudes Esotériques
Presidente Fondatore del Supremo Consiglio dell’Ordine Martinista.

Papus, veramente sorpreso e muto, per una volta resta senza parola… Tutti i presenti si avvicinano a lui e tentano di abbracciarlo e di stringerli la mano. Un forte brusio segue. Qualcuno suggerisce che ciascuno firma il documento per lasciare un ricordo di questa giornata e della loro fedeltà.

Subito, il documento passa di mano in mano e coperto di firme.

Papus, commosso, ringrazia gli amici con qualche parola:
“Accetto questo omaggio immeritato, perché è ai grandi filosofi e pensatori che ci hanno preceduto che devo la mia opera. A loro il vostro affetto e la vostra stima devono andare. Lo accetto per loro, come semplice intermediario”.

Poi si riscuote vigorosamente e dice:
“ Andiamo a bere e a cantare… così l’uomo onora il suo Dio, da sempre! Che la gioia dimori!”

E si dirige verso il buffet, particolarmente curato, quella sera.

Questo documento esiste ancora, è unico e non può essere riprodotto, per le sue dimensioni e il numero delle firme conosciute e sconosciute, che si accavallano, a volte, e si incrociano. Si può capire che alcuni si aggruppavano fra loro. Ad esempio:
I S.I. (Superiori Incogniti)

L.Honnard – Emma Calvé – L.Defossé, Emmanuel Lalande, Marie Anne de Bovet, - P.Christian fils – C.Lucien – Germaine Stévenard – Sylvie Flammarion, Camille Flammarion – M.me de Talessoy – Andréa – Quériens – Chamuel Naqusser – Paul Sédir – Stanislas de Guaita – de Rochas- Jaques Burg./p>

Diciannove che avevano partecipato alla Riunione Rituale… e che portavano umilmente dei nomi già conosciuti.

Un gruppo d’amici, di simpatizzanti, alla testa dei quali citerei:
Iréne Encausse (che ha aggiunto: madre di Papus), Louis Encausse (sorella, all’epoca di quattordici anni) – Voisson, Console di Francia a Filadelfia – Ch. Barenton – J. de Tallenay – A. Poisson – Abou Nadurn che ha firmato anche in arabo – F.Vuillerme – Le Prof. Louys, il suo maestro – Pauline de Grandpré. M.Maugeret – Génie C.Narreys – Charles Quentin – Laurent Tailhade – Jeannin – L.Affinger et Madame – M.me Edmond Siteaux – Emile Godeau – Jules Lermina – A. Chaboseau – E. Nus – Emile Michelet – Barlet – R.Scheppes, G. Bourgeat – Comte de Larmandy – Gary de Lacroze – V.Sheppes – R. Sheppes , Cl.Rajon – L. Lemerle, L.Hutchinson – Charles Barenton – Manoel de Grandforl.

Poi, e non è il meno importante della nostra noiosa relazione, qualche grande nome slavo.

Conte Chtapowwski – Helène Madjiska – A.Maleska – Olga de Besobrasof – L. Crymski – C. de Badisca.

Meno numerosi, ma festeggiati da tutti.

La Russia era già, e da più di ottanta anni, travagliata dalle idee libertarie, rivoluzionarie i cui protagoniste, spesso traditi, erano per la maggior parte inviati in Siberia, ove morivano o menavano un’esistenza miserabile. E ciò da lungo tempo…

Nonostante ciò, i loro padroni, i Boiardi, non sempre erano dei tiranni. Regnava uno spirito mistico latente nella Russia degli zar e certi, soprattutto all’epoca che ci interessa, erano molto colti, parlavano e comprendevano il francese e altre lingue europee, il che gli permetteva di leggere le opere dei più grandi autori.

Così le opere del Filosofo Sconosciuto, Louis Claude de Saint-Martin gli pervennero qualche anno dopo la sua morte nel 1803, attraverso l’intermediazione di Joseph de Maistre, fra gli altri.

Si infiammarono per le sue idee generose e, progressivamente spiritualizzati, formarono una Società degli Amici de Saint-Martin.

Molto ricchi e liberi per la maggior parte, uomini e donne viaggiavano molto e incontravano i filosofi francesi che seguivano l’impulso dato, il secolo passato, dal Maestro d’Amboise.


Questo ricordo non è un romanzo. È un episodio poco conosciuto del periodo più brillante della vita di Papus.

Molte considerazioni ne discendono:
Per prima, quella che il Gruppo Indipendente di Studi Esoterici riuscì veramente a riunire attorno a Papus dei ricercatori e degli occultisti del suo tempo: un’élite intellettuale. Papus ne fu il creatore e il perno e se non fu il più grande, ebbe il talento di attirare e di raggruppare attorno a lui tutti coloro che s’interessavano all’occultismo.

L’Initiation, creata nel 1888, ne fu l’organo. Questa pubblicazione permetteva a dei giovani di esprimersi, di affermarsi, di farsi conoscere. Papus era sostenuto e aiutato dai suoi amici che si incaricavano dei lavori, così diciamo, materiali e fastidiosi, raggruppamento e selezione di articoli, abbonamenti, relazioni con lo stampatore ecc.

Anche all’estero era ormai conosciuto, i suoi libri erano tradotti in più lingue.

In quest’epoca la potenza di lavoro di Papus era al suo apogeo. Non cessava di scrivere delle opere che avevano ciascuna un gran successo. Ho osservato che raggruppava con talento molti dei suoi scritti giovanili per assemblare delle opere assai complete, come il suo Traité Méthodique de Sciences Occultes.

Nel contempo, seguiva brillantemente i suoi studi di medicina, protetto e stimato dai suoi maestri, in particolare dal Dott. Luys, che lo guidava sulle possibilità curative dell’ipnotismo in alcuni casi di isteria.

Questo omaggio del diploma, affettuosa e brillante testimonianza dei suoi amici lo confortò sicuramente nel suo ruolo d’iniziatore.

Non era ormai più lo studente impetuoso, ma l’uomo fatto, incoraggiato dai suoi successi, personaggio importante e conosciuto della vita parigina. Forse un po’ ispessito fisicamente, ma con uno spirito affinato e capace di affrontare ogni argomento della Conoscenza.

Papus
Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 aprile 2008 )
 
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