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martedì 01 aprile 2008
Indice articolo
Favole e simboli
Pagina 2
PREFAZIONE A  "FAVOLE E SIMBOLI" di ELIPHAS LEVI

Prenotazioni presso: Edizioni Luz di Maurizio Camerata - e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Di Vittorio Vanni

Le edizioni Luz hanno fortunosamente trovato una traduzione italiana delle Fables et symboles di Eliphas Levi, effettuata da Luigi Giuliani, per altro sconosciuto, in epoca imprecisata, ma sicuramente fra gli anni '30 e gli anni '60 del XX° secolo. Il traduttore si dichiara membro della S.C.P.H.I, [sic], in realtà S.P.H.C.I Fr+Tm+di Myriam, la famosa Schola a cui Giuliano Kremmerz (Ciro Formisano) dedicò gran parte della sua vita. L'opera originale si chiamava: Philosophie occulte.1ére serie. Fables et Symboles avec leur explication,ou sont révelés les grands segrets du magnetism universel et des principles fondamentaux du grand oeuvre. Par Eliphas Lévi, pseudonime de l'abbé A.L.Constant, Germer Bailliére, Paris, 1862, ppgg.479 in 8°. La traduzione di Giuliani, collazionata con il testo originale francese, è nel complesso fedele e gradevole, La sua prefazione risente certamente delle cognizioni ed anche delle polemiche del suo tempo, ma è stata mantenuta nella presente edizione sia per il rispetto del traduttore che per trasmettere la testimonianza storica perlomeno come "profumo" di un'epoca passata. Eliphas Levi, per quanto la sua opera sia stata tradotta e diffusa dalle Edizioni Atànor  ed ancor presente nelle librerie, è stato un po' dimenticato, e soprattutto dimenticata la sua notevolissima influenza non soltanto sugli "occultisti" e gli "esoteristi", ma anche sulla Massoneria, ad esempio, tramite Albert Pike, che con il suo Morals and Dogma, uno dei testi fondamentali della massoneria scozzese mondiale, ha trasmesso e ridiffuso le concezioni metafisiche di Eliphas fino alla nostra epoca. È ben noto, inoltre la venerazione del Kremmerz [1] per questo autore, tanto che qualcuno dei suoi discepoli ipotizzava esserne la reincarnazione. L'opera  Favole e Simboli avrebbe anche un valore letterario che ne da solo ne giustificherebbe la pubblicazione ma, come in tutte le opere leviane, la sapienzialità prevale.
Certo, la rivelazione dei grandi segreti del magnetismo universale e dei principi fondamentali della grande opera è una sorta di esagerazione ottocentesca ma, anche a chi è stato svezzato dalla scabra e logica metafisica guenoniana, Eliphas sa dare risposte ben più importanti di ciò che si potrebbe credere nel "gotico del XIX° secolo", così come fu definito. Dal 1854 al 1875 il Levi ha rappresentato la visione teosofica del mondo, codificando una metafisica fondata sulla dottrina analogica delle corrispondenze, nel modo in cui (1857) il martinista Baudelaire la espresse:

Corrispondenze

di C. Baudelaire (da I Fiori del Male)

La Natura è un Tempio dove da pilastri viventi
sortiscono talvolta confuse parole;
l'uomo cammina attraverso foreste di simboli
che l'osservano con sguardi consueti.
Come prolungati echi
che da lungi si confondono
in una tenebrosa e profonda unità
vasta come la notte e la luminosità,
i profumi, i colori e i suoni tra di loro si rispondono.
Ci sono profumi freschi come la pelle degli infanti
dolci come l'oboe e verdi come prati
ed altri corrotti, ricchi e trionfanti.
Altri hanno l'espansione di cose infinite:
il benzoino, l'ambra, il muschio, e gli incensi
che cantano il trasporto dello spirito e dei sensi.

In un tempo in cui i figli degeneri dell'illuminismo, il positivismo ed il materialismo creavano nuovi miti e false speranze di un progresso tanto indeterminato quanto progressivo ed infinito, Eliphas tento di conciliare le scienze tradizionali con ciò che chiamò, con un significativo neologismo "scienze occulte". Dopo Barrett [2] con il suo The Magus, Eliphas restaurò l'antica arte simbolica, analogica ed eccentrica della magia, nella riaffermazione della estrema necessità dell'umanità al sogno, all'emozione, allo stupefacente ed al meraviglioso. Spiritualizzò l'esoterismo, togliendo al materialismo spiritistico voce e penetrazione nelle coscienze europee, in una Weltanschauung di vento e di fiamma dove lo spirito era tutt'uno con la materia, ed i piani della vita e della morte non costituivano un'aporia dell'essere, ma coincidevano ancora con l'Uno platonico, che tutto in se contiene. Lo spiritismo imperante imponeva una concezione dualistica, mentre in Eliphas il concetto dell'emanazione produceva una miriade di enti intermediari fra dio e l'uomo, con cui l'umanità poteva comunicare ed assimilarsi nella sua ansia di indiamento.

L'amicizia del Levi con Louis Lucas (1813-1861), martinista e compagno di Wronski [3], il grande matematico messianista, è indicativa dell'affinità del loro pensiero. Anche Papus fu allievo e grande ammiratore delle opere di Louis Lucas, un alchimista e autore di opere di ermetismo, tanto da dedicargli il suo opuscolo "L'Occultism Contemporain" pubblicato nel 1887 è stato dedicato a Lucas.  Eliphas esprime un pensiero dialettico ancor oggi valido, certamente non simile a quello di Hegel né, malgrado la sua filosofia della natura, quella dei presocratici. Si mostra, al contrario, esperto nell'arte della maieutica e in quella della conciliazione dei contrari. Il suo spirito, più "matematico" che non si creda, è aperto alla logica, senza essere incompatibile con l'analogia simbolica.

Levi insegna a diffidare dalle vie operative della magia, ma tuttavia il suo temperamento lo porta più verso la sperimentazione magica che all'approfondimento dell'ermeneutica teosofica. La sua cosmologia e le sue applicazioni lo distolgono a volte dalla cosmogonia e dalla conseguente escatologia. Martinista, rimprovera a volte a Louis Claude de Saint-Martin di propendere per:

"un misticismo passivo che contempla il Verbo anziché entrare nella vita attiva del Verbo che è la virilità dell'anima".

 Ma questa opposizione al pensiero santmartiniano rimane comunque fluttante. Inventò il termine occultismo, che ebbe all'epoca una certa fortuna, ma essendo poi sfruttato dal ciarlatanismo, divenne obsoleto e deteriore. L'occultismo non si riferiva in realtà alle astrazioni metafisiche dell'esoterismo, ma alle sue applicazioni pratiche, alla ricerca delle conferme sull'esistenza di vari e diversi piani dell'essere, ai poteri psichici e paranormali, alle manifestazioni visibili dell'invisibile. La sua opera Le Grande Arcane permane come il testo base del moderno pensiero metafisico. Pubblicato da Chamuel e Papus, influenzò tutti gli autori simbolisti e surrealisti, fino agli anni '30 del XX° secolo, con André Breton. Le belle storie dei Fables e Symboles sono un'opera di grande bellezza letteraria e morale che necessitano comunque di un'interpretazione anagogica, senza nulla levare alla piacevolezza estrema della lettura. Scopriremo che Eliphas, il mite agnello mistico e moralista è in realtà un mite leone sorridente comprensivo ed immoralista verso i difetti umani, ma non contro l'ipocrisia, la malafede, la prevaricazione di chi vuol imporre agli altri quelle virtù che non professa.

FAVOLA IX

IL MORALISTA ED IL POETA

Il moralista: Se la favola è impostura, non la si deve tollerare. Ad illuminare basta solo la fiamma della natura. Non dite che i vostri sogni, le vostre ingenue bugie ingannano il furore dei cattivi, troppo spesso anzi lo favoriscono. E tutti i veri savi han sempre disprezzato i cattivi e gli impostori.

Il Poeta: La favola non è impostura, l'ombra è necessaria al sole. I sogni son nella nostra natura che ci permette di dormire. Riceverete all'infanzia i misteri della nascita senza offenderne la purezza? Il fanciullo dorme, Dio gli parla in sogno, la favola non è bugia, ma è l'ombra della verità.

Il Moralista: Quando il sole inonda di luce vermiglia l'oriente vermiglio perché prolungare il sonno del fanciullo che il giorno rischiara? Ch'egli ignori e va bene, ma apprenda, che non sogni e comprenda, divertirlo è tradirlo.

Il Poeta:  Io mi affido all'istinto delle madri, mi affido al cielo che dalla culla distacca le pene amare e a lei nasconde il sepolcro. La verità prematura, che si mostra, resta ignorata, occorre amarla. La speranza sarà forse un'impostura, ma proprio la natura ci consente di sperare.

Il Moralista: Lavorate a liberare gli schiavi dall'errore; il lavoro non è speranza, ma conquistare delle felicità. Che le severe realtà sostituiscano le vostre chimere folli. Che cosa vi porta l'onda del cielo? Esercitate l'uomo alla saggezza e non ubriacatelo con vasi spalmati di miele.

Il Poeta: Prendeteci per quel che siamo. Diventati uomini i fanciulli non avranno più paura dei diavoli, così come il giorno succede al mattino. Lasciateci ornare per i piccoli l'immagine della verità, restate tristi e trionfanti, ma lasciate fiorire per le madri la speranza delle soavi chimere, e le favole per i fanciulli.

Cosa vi porta l'onda del cielo? A questa domanda risposero, fra XIX° e XX° secolo artisti e letterati del simbolismo, del surrealismo, del decadentismo, da Baudelaire a D'Annunzio, come la grandezza filosofica di Nietsche. Le severe realtà del novecento hanno prodotto mostruosità e male, solo le soavi chimere rappresentano la salvezza dalla fatica e dal dolore. Il moralismo borghese, l'etica pubblica che corrisponde spesso alla viziosità privata, l'ipocrisia prevaricatrice di ogni tipo di potere uccide la speranza e il sogno. Nell'irruzione ironica e selvaggia dell'artista e del ribelle, della metafisica dirompente dalle scaturigini profonde del fiore dell'intelletto neoplatonico, l'uccellino rimasto nel vaso di Pandora vola ancora. Come nella favola XXV, la rondinella dice all'aquila incatenata: "Non bisogna rassegnarsi alle catene quando le si possano spezzare".

Ma ognuna delle favole di Eliphas è quell'inno alla gioia che solo chi ha conosciuto il più profondo dolore può cantare. La saggezza mediocre e moderata ne è bandita, la conoscenza non si trova nei vaselli della contrizione e della tristezza, ma nella gioia dionisiaca dei vasi spalmati di miele, anche se la consapevolezza indica che nella natura del miele vi è anche amaro e fiele. Tutti i grandi iniziati hanno parlato attraverso le favole e i simboli. La storia non crea il mito, è il mito che crea la storia, in quel piano più reale del reale stesso, nelle intersecazioni fra tempo cronologico e tempo eonico, fra il loro percorso lineare e l'eterno ritorno.

 

Note:

[1] Giuliano Kremmerz (1861-1930). La Schola kremmerziana è stata presumibilmente basata sul Martinismo. His branch traces back to the 'school' of Eliphas Levi, and is called "MARTINISMO NAPOLITANO'. Kremmerz (2) was an 'old' Martinist, and an acquaintance of Papus at the time. Many Martinists suppose that Kremmerz exchanged initiations with Papus. According to Andres Kibisa, an Italian Martinist, it would be strange if they did not exchange their lineages. "They were friends, with Papus being in need to strengthen his main line of affiliation, and with kremmerz in possesion of a more trustable filiation, it seems to me very odd if they did not exchange their lines of succession !", thus Kibisa ( Centro Studi Andrés Kimbisa ). Kibisa also refers to another ancient martinist filiation, the only one linked directly ( Kibisa's words) to De Pasqually. He refers to Lucien Francois Jean-Maine (Tau Ogdoade-Orfeo I) . Maine's relatives were members of the original Cohen-temple in Leogane, Haiti. After De Pasqually's death several members of the Elus Cohen, together with some Masons and Templars, founded the " Les Templiers Noires" . Jeane-Maine spent some time in Paris where he met Papus. It is said that he exchanged his MM filiations (amongst others) with Papus, for which Jean-Maine received in return such charters as the OTO etc. " Is it possible that Papus, being aware of his heritage, asked to get Jean-maine's line of succession ?". Il suo ramo particolare risale discende da Eliphas Levi, e si chiama "Martinismo Napoletano “. Kremmerz  è stato Martinista, ed amico di Papus. Molti Martinisti suppongono che Kremmerz abbia scambiato le sue iniziazioni con Papus . Secondo Andres Kibisa, (Centro Studi Andrés Kimbisa) sarebbe strano che non si fossero scambiate le proprie linee: "Erano amici.  Papus aveva necessità di rafforzare la sua principale linea di affiliazione, e Kremmerz in era in possesso di una filiazione importante , Mi sembra molto strano se non scambiare le proprie linee di successione! ". Kibisa si riferisce anche a un altra  filiazione martinista, la sola collegata direttamente a De Pasqually. Egli fa riferimento a Lucien Jean-Francois Maine (Tau Ogdoade Orfeo-I)., che era membro dell’ originale Tempio Cohen a Leogane, Haiti. Dopo la morte  di De Pasqually si afferma che alcuni membri della Loggia, assieme ad Massoni e Templari, abbiano fondato "Les Templiers Noires". Jean-Maine trascorse qualche tempo a Parigi, dove conobbe Papus.
being aware of his heritage, asked to get Jean-maine's line of succession ?". Il suo ramo particolare risale discende da Eliphas Levi, e si chiama "Martinismo Napoletano “. Kremmerz   è stato Martinista, ed amico di Papus. Molti Martinisti suppongono che Kremmerz abbia scambiato le sue iniziazioni con Papus . Secondo Andres Kibisa,(Centro Studi Andrés Kimbisa) sarebbe strano che non si fossero scambiate le proprie linee: "Erano amici.   Papus aveva necessità di rafforzare la sua principale linea di affiliazione, e Kremmerz in era in possesso di una filiazione importante , Mi sembra molto strano se non scambiare le proprie linee di successione! ". Kibisa si riferisce anche a un altra  filiazione martinista, la sola collegata direttamente a De Pasqually. Egli fa riferimento a Lucien Jean-Francois Maine (Tau Ogdoade Orfeo-I)., che era membro dell’ originale Tempio Cohen a Leogane, Haiti. Dopo la morte  di De Pasqually si afferma che alcuni membri della Loggia, assieme ad Massoni e Templari, abbiano fondato "Les Templiers Noires". Jean-Maine trascorse qualche tempo a Parigi, dove conobbe Papus.

[2] L’inizio del XVIII secolo, significò la fine di ogni serio studio di astrologia, alchimia e magia. Pochi coraggiosi, tra cui Francesco Barrett, continuarono   gli studi   sulle tradizioni occulte del Rinascimento. Little Little is known of Barrett's early life, but he appears to have been born in London between 1770 and 1780. Si sa ben poco di Barrett. Sembra essere stato nato a Londra tra il 1770 e il 1780. He made several ill-fated attempts at balloon ascents in the Summer and Fall of 1802, but is best known as the author, or more accurately, the compiler, of the Magus. Dopo Montgolfier, effettuò delle ascensioni in pallone aereostatico fra l’estate e l’autunno del 1802, ma è meglio conosciuto come l'autore, o più precisamente il compilatore, del Mago. Barrett Barrett also appears to have formed a school of occult studies. Barrett inoltre sembra aver costituito una scuola di studi occulti. The following advertisement appears in The Magus. Il seguente annuncio appare in Il Mago: "The Author of this work respectfully informs those who are curious in the studies of Art and Nature, especially Natural and Occult Philosophy, Chemistry, Astrology, &c.&c. that, having been indefatigable in his researches into those sublime Sciences, of which he has treated at large in this Book, that he gives private instructions and lectures upon any of the above-mentioned Sciences; in the course of which he will discover many curious and rare experiments. Those who become Students will be initiated into the choicest operations of Natural Philosophy, Natural Magic, the Cabala, Chemistry, the Talismanic Art, Hermetic Philosophy, Astrology, Physiognomy, &c.&c. Likewise they will acquire the knowledge of tthe Rites, Mysteries, Ceremonies, and Principles of the Ancient Philosophers, Magi, Cabalists, Adepts &c...." "L'autore di questo lavoro rispettosamente informa coloro che sono curiosi negli studi di Arte e Natura, soprattutto occultismo, filosofia, chimica, astrologia, & c. che, essendo stato instancabile nella sua ricerca in Scienze sublimi, di cui egli ha trattato in generale in questo libro, dà lezioni private e istruzioni su una qualsiasi delle Scienze di cui sopra, nel corso delle quali farà scoprire molti curiosi e rari esperimenti. Coloro che diventano   studenti saranno avviati nelle operazioni di Filosofia naturale, Magia, Cabala, Chimica, Arte Talismanica, Filosofia Ermetica, Astrologia, Fisiognomica, & c. Parimenti essi acquisiranno  le conoscenze di Riti, Misteri, Cerimonie, e principi degli Antichi Filosofi, Magi, Cabalists , Adepti & c. ... " The Magus Book II, page 140.

[3] Jozef Maria Hoëne-Wroński (23 agosto 1778 8 agosto 1853) filosofo che ha lavorato in molti campi del sapere, non solo come un filosofo, ma come matematico, fisico, inventore, giurista, economista. Il livello di Wroński, i suoi risultati scientifici e accademici, e l'ampiezza dei suoi obiettivi, colloca Wroński nel primo rango dei metafisici europei nei primi anni del 19 ° secolo. But the abstractness, formalism and obscurity of his thought, the difficulty of his language, his boundless self-assurance, his uncompromising judgments of others—alienated.



Ultimo aggiornamento ( mercoledì 16 aprile 2008 )
 
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